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L’invecchiamento del vino in bottiglia: differenze tra bianco e rosso

L’invecchiamento del vino in bottiglia: differenze tra bianco e rosso

Invecchiamento del vino in bottiglia

Nelle cantine dei Poderi Marcarini, al riparo dalla luce e dagli sbalzi di temperatura, avviene l’invecchiamento del vino in bottiglia. È lì che il nettare di etichette pregiate si evolve, affina e matura, perfezionando quei profumi e quei sapori che lo rendono unico. Ma come fare in modo che l’invecchiamento del vino in bottiglia avvenga correttamente? Ecco qualche trucco. Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale, lontane da fonti luminose. La temperatura del luogo deve essere costante e abbastanza bassa (tra gli 8 e i 14 gradi, in estate non oltre i 18). La cantina non deve essere né troppo secca né troppo umida. L’umidità deve essere compresa tra il 60% e l’80%.

L’invecchiamento del vino rosso: caratteristiche principali

L’affinamento o invecchiamento del vino in bottiglia è il periodo di maturazione necessario al vino per armonizzare le sue componenti in un insieme armonico. Il vetro della bottiglia ingentilisce il nettare favorendo la lenta sedimentazione. Ci sono però delle differenze tra vino rosso e vino bianco da questo punto di vista. Se si parla di invecchiamento del vino rosso, quest’ultimo è solitamente più lungo di un bianco e può durare anche diversi anni. La presenza di sostanze dette tannini nel rosso fa sì che il vino sia più morbido di anno in anno grazie alla loro progressiva decomposizione.

L’invecchiamento del vino bianco: differenze coi rossi

Per tanto tempo, quando si parlava di invecchiamento del vino in bottiglia, si faceva riferimento quasi esclusivamente ai rossi, soprattutto a quelli strutturati, corposi, di carattere. Tuttavia sempre più spesso, di recente, si è iniziato a parlare di invecchiamento del vino bianco, per definizione più leggero e fresco del rosso e tendenzialmente da consumare giovane. Ma un buon invecchiamento per un bianco come il Roero Arneis, per fare un esempio, può durare anche un paio d’anni e deve comunque seguire un disciplinare ad hoc. Oggi, in Italia, sempre più cantine offrono anche vini bianchi più strutturati, sottoposti a un lieve invecchiamento.

Il vino pregiatissimo: come riconoscerlo

Il tempo di invecchiamento del vino in bottiglia, soprattutto per alcune tipologie di nettari, è uno dei fattori rilevanti atti a determinare le qualità di un buon vino. Ma secondo quali altri criteri va valutato per capire se ci si trova di fronte a un vino pregiatissimo? Gli elementi di riferimento sono almeno quattro: limpidezza alla vista, colore, viscosità ed effervescenza. Certo, questi sono parametri che un esperto sa padroneggiare bene. Ma anche un principiante può analizzare il proprio calice in base all’olfatto e alle sensazioni al palato. Odore di uova marce, cartone o frutta acida indicano una scarsa qualità. Il sapore del nettare degustato deve essere armonico e piacevole, così come il ritorno aromatico per via retro nasale.

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